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Mucho Medellin

Posted by Andrea Livio on 18 giu 2011 / 5 Comments

15 Giugno. Medellin, Colombia

Su indicazione di un’officina di Bogotà vado da un importatore di gomme all’ingrosso, è un po’ fuori mano ma dopo un po’ d ricerca… Habemus tassellon!

Mi incontro con un giornalista di moto con cui parliamo ore.

Tornato alla base, stremato dalla lentezza della connessione vado un internet caffè.

16 Giugno. Medellin, Colombia

Trovo il meccanico dove monterò le gomme, cambierò l’olio degli ammortizzatori e finalmente pulirò i corpi farfallati del demonio. Ci accordiamo per il giorno successivo.

Mi aggiro per Medellin.

17 Giugno. Medellin, Colombia

Una giornata lunga. Alle 6.30 mi dirigo verso l’officina.

Africa Moto.Faccio tutto, con Mario il capo generale totale del mondo dei meccanici, Juan David e Eseban e El duende, l’assistente. Gentilezza da inchino, non mi fan pagar niente.

Primo pomeriggio Andres, padrone dell’officina mi accompagna alla fabbrica della Akt, marca di moto colombiana, c’è una moto che costa 600 euro… (con assicurazione e casco in omaggio). Parlo con qualche responsabile e visito dove assemblano e provano le moto per scrivere un articolo.

Dopo aver cenato, prima di riuscire ad addormentarmi, Josè e Claudia mi invitano a bere un bicchierino d’aguardiente. Come posso tirarmi indietro. Ne beviamo indicativamente 2 litri. Ad una certa ora riesco ad identificare il mio giaciglio.Articoli

18 giugno Medellin Colombia

Ore 8. Decisamente sottomesso dai postumi della sbornia. Dopo 5 minuti di getto d’acqua fredda in faccia mi sveglio.

Viene a trovarmi Daniel, un motociclista che ha fatto un viaggio fantastico. E’ partito da Medellin con una 125, dopo essere arrivato a Buenos Aires è andato a Città del Capo e dopo aver attraversato tutta l’Africa è arrivato fino in India.

Sera. Sto dormendo vicino allo stadio. In strada festeggiamenti incredibili, Il Nacional de Medellin ha vinto il campionato, svuoto le tasche di ogni cosa, insieme a Jose ci buttiamo in mezzo al casino, un gran casino. Oltre a petardi-bomba chiamate “tacos”, che ti fan fischiare le orecchie per mezzora, e dei razzetti incontrollabili che spesso invece di volare in aria sparan in mezzo alla gente, tiran farina che è na roba impressionante. Me ne tirano manciate in faccia, mi piangono e bruciano gli occhi. Dopo un’oretta torniamo, coperti di farina, lacrimanti e contenti.

Preparo valigie. Domattina parto, mi trovo con Juan Carlos, motociclista e direttore di una rivista di qui. facciamo un pezzo di strada insieme.

  • maremmantx

    hai ripreso veramente alla grande!!!

  • Steve

    grande!!!!

  • Alessandro Ughetto

    …sei veramente un grande!vedo alcuni che si lamentano dell’affidabilità delle guzzi,ma leggendo la tua storia mi sembra che sparano solo stupidaggini,ho lasciato un’africa twin per la stelvio…anche grazie al tuo blog..io ho fatto pochi viaggi totalmente solo,e vicini(sardegna,portogallo,croazia),soprattutto per la mancanza di tempo e soldi e sono comunque stati ugualmente una grande esperienza…molti non capiscono

  • Birrozza

    Sicuro fosse farina????

  • Woodstock21

    Esatto visto il posto sicuro fosse farina????? ottima la cordialità da quanto dici, grandissimo e onore al vecchio tassellone.




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