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Panamella la sbattella

Posted by Andrea Livio on 19 ago 2011 / 3 Comments

23-24 Luglio 2010, somewhere in Panama

All’alba scarichiamo la  moto sul molo. Saluti. Ñato(il cuoco) mi prepara un pesce fritto e dei patacones “take away”.

Conosco Teofilo, Teo. Un ragazzo cuna, viene anche lui a terra. Da un mese sta risparmiando per andare a trovare la moglie che lavora a Ciudad de Panama. Simpatico, ha tantissimo gel nei capelli ed è profumato in una maniera impressionante. Parlando esce la proposta di fargli risparmiare il biglietto d’autobus e portarlo con me un tratto di strada. Accetto. Porca cippa ho un passeggero.

Insieme alla moto su una barchetta di legno, mi avvicino alla costa guardando per l’ultima volta il galeone e i miei amici. Avanti. Spariam nel petto al futuro.

Il mini molo a cui attracchiamo è veramente… piccolo:) ,  il mare non è proprio piatto, ma mi aiutano una manata di persone. Solleviamo la  moto. Sono a terra. Strada!! Partiamo.

Neanche 5 minuti, un blocco di polizia. Ci fermano.

Poliziotto –Ma lo sa che con le nuove leggi è obbligatorio il casco anche per il passeggiero?-

Io-Ma che cosa sta dicendo? Ma quando? Ma va! Non inventi cose!-

-Eh.. lo so che è strano, ma son leggi così, adesso dicono che è obbligatorio per tutti, anche per i bambini…-

Io -Mah…io non ho mai sntito questa cosa-

Poliziotto- Non le facciamo mica noi le leggi…-

Cinque minuti di discussione amichevole poi con un rimprovero tipo:-Vai pure, però  piano e stai attento a non perdere il passeggiero, la strada da qui in avanti è un po’ complicata.-

Effettivamente la strada è assurda. Salite e discese con una pendenza… inconcepibile, non mi capacito come venga in mente a qualcuno di fare una strada così…

Mi adatto, salitoni con rincorsa, curve. Mi giro per vedere Teofilo e… si è sdraiato!! Ha tirato su le gambe e si è appollaiato con i piedi uniti su una valigetta laterale!

Mi fermo. –Ma sei scemo?! Come cazzo ti sei messo?! Ma ti sembra?!-

-Sono seduto, non sono in piedi-

-Ok. Sei “seduto male”, se non ti siedi “bene” ti lascio qui da solo in mezzo alla giungla e vado io da tua moglie!-

Ride –Ok, ok mi siedo bene-

Proseguiamo, comincio a ridere, ride anche lui non so perché e andiamo avanti come due comici posseduti dal demonio dell’idiozia per un bel po’.

Sento perdere potenza alla moto in un salitone. La cosa degenera, rimaniamo a piedi. La batteria (l’avevo ricaricata ieri) si è fottuta.

Siam fermi. In mezzo al Darien. Comincia a piovere.

Teo dice:- Vado sotto un albero a ripararmi se no mi spettino.-

Costruisco dei cavi “ponte” un po’ di fortuna. Attesa. Passa una macchina, mi attacco alla batteria e ripartiamo. Ripeto questo mantra diverse volte. Ore. Arriviamo ad incrociare la sacra panamericana. Finalmente un centro abitato, un benzinaio mi manda da un tale genio delle batterie. Lo scienziato la apre, è senza liquidi. Rabbocca l’acido, dice che se scende di livello di buttarla via. Fantastico. Saluto Teo.

Ciudad de Panama, ci sono pochissime moto, diciamo tendente al nessuna moto, brutto segno. La batteria sta perdendo carica, vedo un concessionario Suzuki, mi fermo. Non sono proprio disponibilissimi, ma essendo dentro il negozio con la moto che non parte più… mi aiutano a trovare una batteria. Cinese, meno potente grande uguale. Riparto

Su consiglio di una guardia armata di origini colombiane vado in un quartiere “economico e più o meno sicuro di giorno” a cercar dove dormire.

Davanti a un hotel, passo accanto ad una persona che mi fa gesto di fermarmi, un po’ su di età marcato accento spagnolo (Spagna).

Vuole sapere della moto e del viaggio, un po’ di chiacchere. E’ il padrone dell’albergo, gli chiedo quanto costa. Da 45 dollari in su. Fuori budget, sorrido, ringrazio e faccio per riavviarmi, quando mi dice: ho una stanza in manutenzione che ti lascio a 20 se vuoi, sempre con il garage e la colazione. Ok. Parcheggio.

Non riesco a controllare il sorriso che mi nasce sulle labbra quando sono sotto la doccia, canto, cammino nudo per la stanza. Bagno dappertutto, non mi asciugo, sono felice. Realizzo che ci sono 37 gradi e mi hanno affittato la camera ad un prezzo più economico per il fatto che l’aria condizionata è rotta e non ci sono ventilatori, mucho calor… non mi faccio problemi, son troppo allegro.

24 luglio. Un giorno lunghissimo

Lascio Ciudad de Panama. Non voglio crederci, la batteria sta perdendo la carica. Mi fermo. Sono in ritardo di giorni, non voglio tornare indietro. Ho promesso a Ingrid di arrivare in tempo. Come ogni in ogni decisione importante… mi affido alla sorte. Ho deciso di intraprendere questo viaggio con il lancio di una moneta, farò così anche adesso. Testa torno in città, croce vado avanti e vedo come fare. Croce, bon, avanti.

Mi ricaricaro da un elettrauto. Per le emergenze compro una batteria d’auto e la fisso sul sedile passeggero. Faccio uscire due cavi con dei morsetti collegati alla batteria in modo tale da poterla caricare al volo. Stacco e isolo tutte le luci per risparmiar corrente. Un caldo brutale, intorno a 38 ° e un umidità spaventosa. Nel mio delirio immagino di arrivare fino in Messico caricando la batteria ogni mezzora con le macchine che incontro.

Nella realtà dopo 12 ore deliranti, dove ho aperto il cofano di non so quante macchine, (tra cui una della polizia e un pickup stracarico di spazzatura puzzolente) comincia a farsi notte, rimango a piedi in un posto sperduto, ho finito anche la batteria d’auto.  Nessuno si ferma. Ci rimango male. In mezzo alla strada con la moto accanto vengo apostrofato con vari “levati dai coglioni” e quasi investito una decina di volte.

Ammetto che mi dispero e preoccupo un po’. Due ore d’attesa, si ferma una macchina, che va nella direzione opposta alla mia. Gli occupanti, nonostante all’apparenza sembrino dei lottatori di wresling, sono sono i proprietari di una concessionaria d’auto. Mi caricano la batteria. A circa 20 minuti da lì c’è un benzinaio, poco più avanti un paesino. Dicono di andar via subito che non è un posto sicuro dove ci siamo fermati. Ringrazio. Se ne vanno.

E’ buio!! Sono senza luci. Accendo un fendinebbia (li avrei accesi entrambi, ma uno ha la lampada bruciata :) ) Provo, ma è veramente difficilissimo, strada di montagna,  giungla, curve… non si vede un cazzo!!

Aspetto un camion, mi ci appiccico dietro: tutta un’altra cosa. Canto di gioia.  Arrivo alla fantomatica stazione di servizio,  più distante di quello che pensassi.

23.30, sono provato. La batteria è totalmente a terra. Il benzinaio è scontroso. Chiedo di poter usare una presa per caricare la batteria. In un angolino. Mangio qualcosa, mi sdraio sulla moto, relax, dormo un po’. Finisce il turno, cambia il benzinaio, più simpatico, mi autorizza a nascondermi con la moto  dietro una parete in uno stanzone dismesso. Entrando spavento dei topi… mi scuso :) Dormo sdraiato sulla moto testa su una valigia latrale e gambe distese sul manubrio. E’ molto più comodo di quello che sembra.

Sono conscio di aver un problema con l’alternatore, domani giuro che l’aggiusto!

 

  • Benda

    mitico!

  • Birrozza

    Ciao.
    Avanti aggiorna un pochetto che son curioso :-)

  • Woodstock21

    Ciao! ti seguo solo da oggi perche dopo la frattura dello scafoide non ero più riuscito a seguirti…. bella coppia tu e Teo, come Boldi e De Sica. ora voglio leggere il seguito e vedere se te la sei cavata con la batteria.




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