30 Luglio 2011. Mexico. Morelia-Culiacan
Lungo la strada… un evento importante.
Grande festa. La mastellona compie 50.000 km!! mi fermo poco prima in un paesino a comprar delle candeline e… arrivo a festeggiare sotto un ponte. C’è vento, accendere 50.000 candeline viene un po’ complicato, ne accendo due: una per cilindro. Canto la canzoncina ufficile del compleanno (in spagnolo, siamo in Messico). Le do’ una rabbocatina d’olio come regalo e riparto.
Guido senza sosta.
E’ buio, sono provato. Ho fatto 1.150 km. Sono sbalordito dalla stanchezza. Dopo un po’ di indagini trovo un Motel che nonostante l’apparenza lussuosa per i miei standard, costa circa 10 dollari… Il ragazzo che mi accompagna alla stanza mi dice: -Di cos’hai bisogno? Cocaina, prostitute, un po’ di alcolici… abbiamo degli ottimi prezzi-
Gli rispondo:- Guarda sono proprio un po’ stanco. Una bottiglietta d’acqua… piccola… se c’è-
Mi guarda, come dire: ma sei un barbone! Poi: -Vuoi qualcosa da mangiare? Vieni con me dai.-
Andiamo nello sgabbiozzo del guardiano e ci cibiamo inseme.
Entro nella mia stanza con lo stomaco pieno, accendo la luce e… Fantastico! Grande, pulita, specchi ovunque, sono felice! Mi vedo riflesso e sono sporchissimo, collo naso e guance piene di macchie nere e polvere. Rido pensando di essere stato mezzora parlando e mangiando con sta faccia senza accorgermene
Lavo vestiti, faccio una doccia senza fine e mi accascio sorridente nel superletto circolare.
31 Luglio 2011. Mexico. Culiacan-Hermosillo
Mi sveglio, apro gli occhi e mi vedo riflesso in uno specchio sul soffitto
Parto tutto allegro. Finite le montagne e la vegetazione, ormai è tutto desertico.
I pedaggi in Messico sono veramente cari, spesso in un tratto di strada valgono più della benzina che consumo. Da un paio di giorni evito le strade a pedaggio. Se proprio sono obbilgato ne faccio un pezzo, poi taglio per delle “scorciatoie” che portano ai paesini a lato della strada.
Faccio delle stradine fantastiche. Rispetto a quelli sudamericani i cactus di qui sono supergiganti. Alcuni fatti a “cespuglio” credo siano più alti di 10 metri.
Fa caldo. Ma caldo caldo !
Hermosillo. Tardi. Entro in un supermercatino e chiedo consiglio ai commessi riguardo a dove passare la notte. Una persona che sta ascoltando mi dice: aspetta un attimo, esce dal locale e va verso la sua macchina. Immagino ritorni con una mappa o un indirizzo di una pensione. Torna con un bambino, suo figlio, me lo presenta.
Mi porge un santino tutto consumato, con l’immagine di gesù mi dice: “Mio fratello è stato ucciso, me lo aveva dato lui: te lo regalo perchè ti protegga e ti aiuti a trovare un posto accogliente dove dormire”
Rimango senza parole. Seguendo i consigli dei ragazzi del negozio, trovo una pensione molto economica poco distante. Dormo.
1 Agosto 2011. Mexico. Hermosillo-Tijuana
Me ne vado all’alba pensando che sia un po’ più fresco. Caricando la moto alle 6 del mattino a torso nudo e calzoncini: sudo.
Vedo un’indicazione che dice USA, penso: caspita mancancheranno 700 chilometri che previdenti sti messicani. Sono a Nogales. Ho sbagliato strada. Esagerando con le stradine/scorciatoie sono andato troppo a Nord, ma porca cippa. Passare sta frontierina per un errore, mi sembra stupido, voglio andare a Tijuana!
Chiedo indicazioni per Mexicali.
Mi dico: dai la strada è in buone condizioni, arriverò comunque in tempo. diventa strerrato
Va bene la caldazza, ma dopo un po’ si fa insostenibile, l’aria è bollente, il termometro della moto a 135 all’ora segna 49 gradi… arrivo a convincermi si sia rotto il display
Alla mia destra, abbastanza vicino alla strada per moltissimi chilometri, il confine con gli USA. Che cosa brutta sto muro. Una linea di ferraglia arrugginita lungo tutto il deserto.
Mi fermo in una stazione di servizio, un po’ scrausa. Il termometro segna 125 gradi… Fahrenheit per fortuna, non ho idea di quanto sia, ma vestito di pelle nera fa caldo
Il benzinaio mi accompagna in un barettino poco distante. Sogno un posto con aria condiziona e feddo polare, invece purtroppo: umido e un solo ventilatore. Avendo la macchina fotografica a tracolla sotto il giubbino ed essendo con persone non conosciute, non mi tolgo la giacca di pelle. Son talmente sudato che non mi sembra d’esser sudato.
Il ragazzo mi ha accompagnato in realtà per andare a vedere la barista, credo l’attrazione principale della zona. Un metro e venti, corpulenta e truccata come un clown, si siede con noi. Questo posto è una sauna. Bevo un litro d’acqua e chiacchero.
Prima andarmene, mi regalano un santino con l’immagine della madonna, perchè “mi protegga e mi permetta di realizzare i miei sogni”. Mi vergogno un po’ della diffidenza, ma non tolgo la giacca…
Passo Mexicali. Gioia. Dopo la caldazza più estrema della mia vita, comincia una strada di montagna e scende la temperatura: fantastico. Tramonto, curve che salgono su picchi di roccia desertica… sono in preda a euforia.
Arrivo a Tijuana. E’ buio. Un clima fantastico. Faccio un po’ di giri, alla fine vicino all’aeroporto (credo) trovo un Auto Hotel economico. Mi fermo.
Domattina smarmitto in America

