2 Agosto 2011. Tijuana-San Diego
Mi sveglio allegro, ma rincoglionito. Sarà per il fatto che ieri ho guidato più di 16 ore, caldo del deserto e varie. Sono discretamente stordito.
Faccio un giretto per Tijuana: bello! Me la immaginavo diversa, la trovo accogliente. Non è complicato orientarsi. Il Messico è fantastico, mi dispiace di aver avuto così poco tempo per smarmittare qua e la per le montagne, faccio quel che posso. Vorrei passare a salutare un amico, ma… devo arrivare in tempo a Los Angeles! Per cui: direzione frontiera.
Effettivamente come dicono tutti, essendo la frontiera più trafficata al mondo: c’è una coda mostruosa. Con l’auto sembra sia una cosa epica, in moto zigzagando impiego una 40ina di minuti ad arrivare al varco, gli spazi tra le auto sono occupati da allegri
venditori. I poliziotti della frontiera americana probabilmente saranno addestrati, ma non hanno partecipato al corso di simpatia… Satana durante un esorcismo grida meno di uno di questi che mi dice “vai un po’ più in là” da un centimetro di distanza. Energumeni armati in calzoncini corti tipo scout mi stremano fino a che… riesco a passare.
Appena supero tutti i controlli, scopro che non ho consegnato il foglio di circolazione messicano (c’è una caparra), la dogana è in un posto non definito a Tijuana. Nooooooooooooo! Devo tornare in Messico. Torno in Messico.
Faccio tutto, il secondo giro è indolore, scopro una “scorciatoia” sulla destra che con la moto ti permette di arrivare fino alle sbarre della frontiera superando tutti. Velocissimo.
Sono in America. Senza assicurazione. Nessuna compagnia a San Diego mi vuole assicurare. Come è possibile? Realizzo che il piano era passare a casa di Claudio (Giovenzana www.longwalk.it) in Messico e di farla insieme a lui via internet con un assicuratore che conosce.
Claudio non c’era->Non sono passato a trovarlo-> Non ho l’assicurazione-> Uff.
Scrocco la connessione di un simpatico assicuratore e scrivo qualche mail.
Divento un po’ paranoico con tutte le macchine della polizia che incrocio. Meglio fermarsi qui a dormire. Un po’ troppo ordinato per i miei gusti, cerco una zona un po’ più scrausa. Identifico un motel che mi sembra accessibile. Tutti gli assicuratori incontrati fin ora parlavano spagnolo. La persona alla reception ha una faccia palesemente latina, mi sembra educazione salutare in spagnolo. Mi risponde in inglese, mi scuso, presento il passaporto.
-Sei illegale non hai la foto sul visto.-
-Ma va, quale foto, il visto è così-
- Non preoccuparti non ti creo problemi, comunque non accettiamo illegali-
- Mah… ho il passaporto pieno di visti, in nessuno c’è la foto.
A bassa voce, come facendomi un favore: -Se vuoi ti spiego come trovi un posto dove non si fanno problemi anche con qesto tipo di documenti-
Penso: 1. Mi sta prendendo per il culo 2.E’ un genio del male e questa è una tecnica per truffarmi 3. E’ una deficiente.
Non lo scoprirò mai. Saluto educatamente. Me ne vado. Trovo subito un altro posto. Dormo.
Ieri ho fatto 1.400 km oggi 30
3 Agosto 2011. San Diego – Los Angeles. USA
Claudio ha risposto subito alla mia mail. Tutto ok, ma ci vogliono un paio di giorni…
Parlo con un alcuni amici americani, la faccio breve: sparo a Los Angeles senza assicurazione. Al benzinaio per scaramanzia prendo un giornale gratuito divertente: “El Latino” e tengo a portata di mano quest’annncio
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La strada è… grande! 7 corsie per parte. Era tempo che non vedevo incidenti. Qui in 200 chilometri ne vedo tre. Non capisco. Non capisco neanche bene il limite di velocità, vado con la scia. Converto miglia/km con formule fantasiose, per intrattenermi. Mi sembra di andare pianissimo. Fortuna che ho paura di essere arrestato per via dell’assicurazione, altrimenti mi sarei addormentato.
A Los Angeles mi oriento senza grandi difficoltà. Vado verso l’indirizzo di un amico, Todd . E’ una villetta in città che insieme alla moglie ed il figlio sta ristrutturando. Si è appena rotto una gamba cadendo da una scala, ha le stampelle e un po’ di sclero per non poter andare in moto. Chiaccheriamo fino a sera poi andiamo a casa sua.
Dopo il lungomare di Malibù, una fantastica strada di montagna porta a casa sua. Arriviamo e… fantastico! Un garage pieno di Guzzi!
Todd oltre ad essere il presidente del più grande gruppo di guzzisti degli USA è un ex pilota e scenziato delle centraline. Serata allegra.
Provo a dormire tranquillo. Domani ho una giornata dedicata perdermi per le strade di LA con la moto.

