3 Agosto Los Angeles USA
Mi rendo conto che la stanchezza che non ho sentito in queste migliaia di chilometri percorsi a testa bassa negli ultimi giorni si sta presentando ora. Sono un po’ spaesato.
Penso in spagnolo, per parlare inglese credo di dover tradurre dall’italiano: il risultato è che spesso parlo una lingua sconosciuta ai più.
Saluto Todd, prendo la moto e parto, ho una giornata dedicata a perdermi per le strade di Los Angeles con la moto.
Uscendo di casa mi rendo conto che dal terrazzo c’è una vista stupenda.
Costeggio la spiaggia. Surfusiti. Pick up di dimensioni imbarazzanti e macchine, tutti che scorrono ordinatamente. Mi oriento abbastanza bene. Grazie alla mia possente bussola riesco (ci metto qualche ora) ad arrivare sotto alla scritta Hollywood. 
“Scendendo” verso Los Angeles mi fermo in un punto dove c’è una discreta vista della città. Solo, rimango tempo guardando il panorama. In silenzio. Penso. Alle strade, i paesaggi e alle persone incontrate lungo il cammino che mi ha portato qui.
La mia meditazione viene interrotta. Mi si avvicinano, sghignazzando, delle femmine biondo mozzarella con pantaloncini inguinali per chiedermi qualcosa. Gridano come delle poiane. Io vengo dalla Colombia in moto. Penso subito siano delle donne dai facili costumi che vogliono imbottirmi di scopolamina per derubarmi. Mi intesisco. In realtà sono delle persone normalissime, si fanno una foto con me e la mastellona. Mi vergogno un po’. 
Nei vari giri passo anche per l’Hollywood Boulevard. Vorrei scendere dalla moto, ma è pieno di persone che urlano continuamente “woow !” e si fotografano a turno davanti a qualsiasi cosa, me compreso. Non mi sento molto a mio agio. Scappo.
Non sono in condizione di fare il turista. Torno da Todd, nella sua casa in costruzione. Lo osservo mentre modifica una centralina.
Cena in famiglia e a letto presto.
4 Agosto 2011 Los Angeles, Usa
Preparo una sacca e spolvero un po’ la mastellona.
La lascio in compagnia di un’altro po’ di bicilindriche e insieme a Todd e famiglia mi dirigo verso l’aeroporto. Un volo della Turkish Airlines mi aspetta.
Torno a casa. Come più o meno avevo pianificato, dei lavori fortunatamente mi aspettano e spero mi permettano di tornare presto.

