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Abra el Acay

Posted by Andrea Livio on 18 feb 2011 / 34 Comments

4 Febbraio

Abra del Acay, lo sforzo supremo

Mi sveglio allegro.

Bisogna decidere se provare o tornare indietro. Ingrid mi dice decidi tu.

Esco sul balcone. Guardo a lungo il cielo, ieri non ha piovuto, oggi, secondo me non pioverà.

Vaffanculo andiamo.

Vado dalla polizia, lascio il mio nome, la poliziotta mi saluta con un “che dio ti benedica” le rispondo “speriamo” :) .

La strada comincia molto tranquilla, un po’ di sabbia, fango, ma niente di impossibile. Vedo le tracce di una piccola moto di qualche pastore.

Arriviamo davanti a un allagamento fangoso. Mi sto per buttare dentro, quando d’istinto freno. Non ci sono più le tracce della moto.  Poco prima aveva deviato nel prato per non entrare nelle “sabbie mobili”.

Se frenavo 2 metri prima sarebbe stato meglio. Il fango è come colla, non riesco a tornare indietro, con Ingrid che spinge come un mulo, impieghiamo un quarto d’ora per fare i pochi metri indietro per uscire dalla strada. Costeggio il fango nel prato-sabbiaiola accanto alla strada seguendo le orme della moto del pastore.

Continuiamo. Poco più avanti mi fermo a parlare con un anziano, gli chiedo della strada, mi dice che una volta che il percorso comincia a salire non c’è più acqua, solo qualche franetta. Il problema è la valle, in cui dovremo attraversare il fiume principale 5 volte.

Come i poliziotti mi mette in guardia con la corrente dei fiumi “che gira le macchine”. Faccio qualche battuta sulla perversione di quelli che hanno progettato 10 km di strada attraversando 5 volte un fiume…  ride dibbrutto, ci salutiamo. Andiamo avanti.

Costeggiamo il fiume. Sembra abbastanza incarognito, ogni affluente che attraversiamo dico a Ingrid “vedi più avanti andiamo, meno acqua ci sarà” ad un certo punto mi fermo non ci sono tracce fresche e la strada…  è proprio interrotta :)

Strada interrotta

Torniamo indietro, le impronte di un grosso mezzo deviano poco prima e segnano un approssimativo tracciato alternativo.

Arriviamo davanti al primo guado serio. Non è molto largo. A detta delle guide, più largo è meglio è perché c’è meno corrente. Una volta che ci entro con i piedi per vedere com’è il fondo quasi cado. La corrente è proprio incarognita, sento sul fondo manate di sassetti trasportati dalla corrente che mi sbattono sugli stivali.

Attraversiamo più volte a piedi per vedere com’è il fondo. Sassi sassolini e vari, ma niente fango. Buttiamo qualche grosso masso a monte con la convinzione che diminuisca la velocità della corrente.

Decido di entrare girato verso monte, convinto che la corrente avrebbe fatto ruotare la moto.

Ingrid a valle, nell’acqua pronta a spingere. Su di giri. Entro deciso.

La moto non ruota, però la corrente sposta me la moto e Ingrid un paio di metri più sotto! Siamo dall’altra parte. Non riusciamo a toglierci il sorriso dalle labbra dalla soddisfazione.

Avanti. Arriviamo subito ad un altro attraversamento, la pendenza maggiore e la corrente idem. Dopo averlo attraversato un po’ di volte a piedi e aver riflettuto un po’ dico:

“a monte deviamo parte del fiume. Arriva meno acqua, meno corrente, meno profondo. Lo facevo sempre da piccolo nei torrenti vicino a casa, un’oretta e abbiamo fatto”.

Santa Ingrid è immersa nell’acqua con me a metter sassi dove vogliamo bloccare e togliere dove vogliamo che passi più acqua. Ormai saremo a almeno 4000 metri di altezza, una fatica brutta :)

Mi stupisco di come veramente in poco più di mezzora abbiamo davvero cambiato l’aspetto del fiume! ogni tanto per prendere fiato dopo uno sforzo mi butto a terra sui sassi a riposare.

Arriva una jeep dalla parte opposta. Mi coglie un po’ in debito d’ossigeno, tento di ricompormi il possibile.

Due coppie, parlano francese, provo a spiegargli che ho deviato io il fiume… diciamo che non si capisce un cazzo di quello che dico ed essendo stremato, bagnato e sporco non faccio un bell’effetto.

Gli chiedo com’è la strada, dicono che ci sono altri guadi, ma questo gli sembra peggio e che più avanti la strada è franata in vari punti ed è molto stretta… ma se sono passati con sta macchina da guerra… passiamo anche noi!

Mi faccio prendere da un certo entusiasmo.

Provo ad attraversare ora che c’è qualcuno. Son qui da un’ora, ho ben chiaro la traiettoria. Ingrid nell’acqua accanto a me. La ruota davanti entra piano, poi gas a manetta, il fondo è sassoso, entro fin alla sella, qualche esitazione sul finale, ho paura di rimaner dentro, skizzo fuori dall’acqua, dopo un’involontaria impennatina, mi spiano sui sassi. Dall’altra parte del fiume.

Riposino

Felice come un bimbo, non saltello di gioia solo per i 4000 metri :)

Passa anche il Jeeppone.

All’improvviso dall’altra parte del fiume arrivano delle moto… sono 250 da cross. Argentini.

Un po’ come arrivassero a casa mia vado ad accoglierli. Sono senza scarpe, e mezzi spogliati: sono stati un’ora per togliere una moto dal fango nelle sabbie mobili di prima :)

Sono 2 piloti di motocross 1 meccanico e un saldatore: che compagni di viaggio migliori si può aspettare qualcuno in posto totalmente isolato? Sono anche simpaticissimi.

Guardano la mia moto al di là e il fiume… e acquisto subito un gran rispetto :)

Improvvisamente tutto prende un’altra piega. I guadi successivi li facciamo con una moto in acqua e gli altri attorno a spingere/sostenere, sempre fatiche, ma di gruppo.

Un grande rischio nell’ultimo guado in cui inaspettatamente la corrente per un pelo mi ribalta la moto, un provvidenziale tuffo di Ingrid e Ariel (il manico del gruppo) mi salva.

La salita è un’impervia stradina a strapiombo. Immaginavo a 5000 metri succedesse chissacosa, invece la moto va come una scheggia, il tassellone spinge, solo io sono un po’ provato, credo più che per l’altura, per la fame.

Arriviamo in cima!

Passo Abra el Acay

Siamo proprio contenti. Mi sarebbe piaciuto fermarmi un po’, ma il cielo non promette bene  e devo ammettere di essere un po’ sbalordito.

Scendiamo.

All’improvviso, non ci possiamo credere…comincia a nevicare!! Dura poco.

Siamo quasi arrivati, facciamo una breve sosta, intanto che Ingrid chiacchera, io attraverso un momento di stanchezza aggressiva.

A San Antonio de Los Cobres, carico sulla moto un ragazzino e insieme a Ariel andiamo in avanscoperta per trovare da dormire. Troviamo una pensione, ci dividiamo in due stanze, dopo una cena famelica dormiamo come sotto anestesia.

E’ stata una giornata fantastica.

  • Auravitali

    GRANDI!!!!!!!

  • Auravitali

    GRANDI!!!!!!!

  • Auravitali

    GRANDI!!!!!!!

  • Auravitali

    GRANDI!!!!!!!

  • Woodstock21

    Grandissimi!!!!!!! Sono felice che sei riuscito ad arrivare in vetta la passo!
    Buon riposo e Buon viaggio

  • Packy

    non avevo dubbi, siete grandi, sempre avanti…..

  • croak

    Che fantastica avventura!

  • Lezziavitali

    braviiiiiiiiii !!!!!!!!!!! fantastico viaggio , povera Ingrid !!!!!!!

  • Otavit

    siete veramente grandi!!!!!!!!
    Che avventure indimenticabili anche per tutti noi che vi seguiamo!!!!!!!

  • Anonimo

    davvero impressionante, bravi! Ciao Anna

    I am the passenger and I ride and I ride
    I ride through the city’s backsides
    I see the stars come out of the sky
    Yeah, the bright and hollow sky
    You know it looks so good tonight …..

  • Paolo

    Ormai aspetto i vostri aggiornamenti come una droga…

  • Joak

    wwwooouuuu incredibile!!

  • giuseppe

    bravi ragazzi….

  • Denis

    Ciao,

    Che dire… ti invidio per 2 motivi: il Viaggio intrapreso e la tua Moto!!!

    In bocca al lupo….

  • Mariano S. Moro

    bellisimo viaggio … un’esperienza unica. Goderlo!

  • Birrozza

    Caspita che bello, vaiiii!

  • Filo63

    Ti seguo fin dall’inizio di quest’avventura.
    Mi fai sognare.Complimenti per le foto e i testi.
    Spero di incontrarti, magari quando torni di offro
    una birra al Passo dello Stelvio.

  • lele

    giornata fantastica, fantastica avventura, foto al passo stupenda, grande Andrea, tenace ingrid
    ciao lele e il gruppo spinning

  • Auravitali

    Chissà cosa staranno combinando..

    • Lele1963

      siamo tutti curiosi di qs bella avventura…

  • Fra

    grandeeee!!!!!
    ti sto seguendo dall’inizio…
    Francesco da Gravedona

  • http://www.gattostanco.it Giancarlo

    Fantastico!

    Con ammirazione per il coraggio (ma anche tanta invidia),

    Giancarlo – Ravenna

  • Bendinelli Andrea

    sei un grande compliment

  • http://www.facebook.com/MotoGuzziNorge Luca Ciuti

    io ti stimo! pelle d’oca tutto il tempo che ho letto!

  • http://www.facebook.com/people/Simone-Geremia/1545812030 Simone Geremia

    Davvero tanti tantissimi complimenti! E un grandissimo augurio!

  • http://www.facebook.com/people/David-Fumagalli/100001615542168 David Fumagalli

    Per dei grandi appassionati di moto come voi (e quindi grandi viaggiatori), vi consiglio di contattare un altro grande (ex) vespista che andò fino in India: Giorgio Càeran. E’ stato anche in Africa e in Sud America, giungendo nella Terra del Fuoco e attraversando il Sahara in autostop. Càeran ha un Blog, il cui titolo è semplice: Viaggi, libri e curiosità. Ah, un’ultima cosa: ha scritto due libri.
    Siete forti, ciao.

  • Fabio

    Che dire, sono con Voi (o almeno mi piacerebbe)…il resna

  • http://www.facebook.com/people/Fabio-Resnati/1616341860 Fabio Resnati

    Non mancherò di continuare a seguire il viaggio, alla prossima. Che dire, sono con Voi (o almeno mi piacerebbe)…il resna

  • toshiro

    Andrea, dove sei finito? Qui in Italia siamo a Marzo :-)
    Buon Sud America!!

  • Simone Plozza

    mitico , tanta invidia, anche se non ne sarei all’altezza. ciao e a presto. simone e bruce

  • Packy

    non ti leggo da un po’ tutto ok? ciao e buona strada

  • luisVII

    voglio tue notizie ?
    ciao

  • Claudio Ranallo

    Dirvi che siete grandi, non basta a descrivervi l’immensità del vostro coraggio.
    W la Guzzi e tutti quelli che con coraggio affrontano la vita.
    In bocca all’Aquila

  • Petrelli Gustavo

    ciao andrea in bocca al lupo




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