5 febbraio
Il fango è brutto
San Antonio De Los Cobres.
Intorno alle 8, ci svegliamo meno stanchi di quanto pensassimo… pronti per partire in poco tempo. In branco andiamo a far colazione.
Si dice che la strada per las salinas sia impraticabile, ma molto meglio di quella fatta ieri…
A sto punto… sporchi per sporchi, ci proviamo.
Ancora robe di guadi, non c’è na gran corrente, la strada di oggi è prevalentemente piana, ma è il terreno che è diverso: fango.
Dopo qualche chilometro incontriamo Edwin. Un poliziotto in moto, sta tornando indietro perché la strada è allagata, non sa se si riesce a passare. Pero visto che siamo un po’… si unisce al gruppo e andiamo tutti insieme, aiutandoci di sicuro riusciamo a passare
Un fiume maledetto attraversa la strada diverse volte. Il fondo è fangoso/colloso.
Dopo un paio di rischi, la procedura è: prima attraversare con cura a piedi per vedere se non ci sono buchi (ce ne sono alcuni profondissimi), e avere qualcuno accanto quando si attraversa.
Attraversare con la moto a mano con la mia, come ho visto fare, è per moto più leggere, io non scendo
Finiscono i fiumi, dopo un po’ di strada più o meno percorribile, ci troviamo di fronte a una strada di cui all’orizzonte non si vede la fine. Tutta allagata e fangosa…
Dico: “Mancheran 30 km non sarà mica tutta così!”. Edwin risponde: “Si si, più o meno, ma non ci son più fiumi”.
Una fatica continua, quando il fango sulla ruota anteriore è troppo la ruota si blocca e cominciano sbandamenti da circo.
Accanato alla strada sempre ci sono degli allegri Lama che mi tiran su di morale.
Anche per il fatto che si erano perse 2 viti, optiamo (sono in viaggio con meccanici e piloti
) per togliere il parafango. Molto meglio.
Altro trucco è che, nonostante sia più scivoloso, stare nella pozza, invece che cercare bordi o strisce secche. L’acqua e l’impatto con l’acqua lavano la ruota, gira meglio e la moto sbanda meno.
Comunque una fatica epica.
Come tutte le cose, finisce anche il fango.
Finisce lo sterrato.
In meno di un km, c’è un accesso a Salinas Grandes (un gigantesco salar).
Li si arriva anche da altre direzioni su strade asfaltate. E’ un posto turistico. Ci troviamo immersi a persone pulitissime, donne con i tacchi, pullman di turisti…
Siamo conciati da sbatter via, oltre ai tuffi nei fiumi, ho fatto 30-40 km nel fango senza parafango… fotografano noi e la moto come attrazioni turistiche, ho anche abbracciato dei giapponesi.
Salinas Grandes
Dopo una breve visita, io e Ingrid andiamo avanti, aspetteremo il gruppo a Purmamarca. La strada è una fantastica stradella asfaltata in salita con curve e controcurve senza fine a salire… e poi un po’ meno tortuosa a scendere.
Ci sono sempre un po’ di animali, sono abbastanza attento.
Ad un certo punto sbuca un capretto. Credo voglia attraversare. lo vedo, non farei in tempo a frenare, non cambio traiettoria, mollo il gas, stringo forte il manubrio, vado dritto, lo vedo sotto, mi preparo all’impatto… mi sbatte su un ginocchio!
Si è fermato, è immobile in mezzo alla strada, la macchina che mi segue inchioda, fischia e alza ‘na colonna di fumo. Non fa in tempo a fermarsi, ma il capretto con tutto sto rumore scappa
Grande ringraziamento all’angelo custode mio e a quello del capretto.
A Purmamarca aspettiamo il gruppo e insieme troviamo un posto per dormire. Loro tutti insieme in un “dormitorio” io e Ingrid in una stanza “vuota”. Nonostante il posto sembri turistico, dopo un po’ di ricerca abbiamo pagato circa 5 euro a testa…
Andiamo a mangiare in un bar un po’ lontano da dove dormiamo, è l’unico che ha la connessione. Dopo esserci nutriti, usciamo e… diluvio.
Andiamo a letto un po’ umidicci.

